S. Antonio gli allevatori sono gli eroi della filiera del cibo

“Gli agricoltori, durante la pandemia da coronavirus, non si sono mai fermati nonostante le difficoltà, garantendo la cura delle campagne e degli animali, oltre ad assicurare ogni giorno il funzionamento della filiera agroalimentare. Siamo riconoscenti all’Arcivescovo di Milano, monsignor Delpini, per aver voluto visitare alcune aziende del territorio proprio nel giorno in cui gli allevatori celebrano il patrono degli animali e rinnovano il loro impegno nella tutela del Creato”. Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, commenta così l’incontro con l’Arcivescovo Mario Delpini, che nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate ha benedetto le vacche da latte dell’azienda agricola Tiraboschi di Vaprio d’Adda e i bovini, i suini e i cavalli dell’agriturismo “La Fattoria” della famiglia Parmeggiano a Pozzo d’Adda, comunità nella quale ha poi celebrato la Santa Messa.

Ad accogliere l’Arcivescovo nelle due cascine, oltre al Presidente interprovinciale Rota, c’erano anche il Presidente della Coldiretti regionale Paolo Voltini, le rappresentanze delle altre federazioni lombarde e il Consigliere ecclesiastico della Coldiretti territoriale, don Walter Magnoni.

“Gli allevamenti – precisa Alessandro Rota – sono stati tra i più colpiti dagli effetti provocati dall’emergenza Covid. Pensiamo al crollo dei prezzi del latte e dei suini a fronte di un aumento dei costi di produzione. Eppure gli imprenditori agricoli hanno continuato a lavorare senza sosta. Sono loro i veri eroi della filiera del cibo che non si sono fatti fermare neppure dalle speculazioni di mercato”.

Secondo un’indagine Istat sul comparto a livello nazionale, quasi due allevamenti su tre (63,6%) hanno avuto un impatto economico negativo dalla pandemia, anche a causa del diffondersi di numerose fake news sul ruolo giocato dagli allevamenti intensivi, accusati di essere responsabili dei problemi ambientali del nostro pianeta e, nello specifico, della situazione pandemica attuale oltre a rappresentare un fattore di rischio per la diffusione del virus. La disinformazione ha dunque aggravato – precisa la Coldiretti – la crisi economica dovuta al coronavirus con la chiusura diffusa di hotel, ristoranti e catering e i limiti agli scambi commerciali.

Gli animali custoditi negli allevamenti italiani – sottolinea la Coldiretti alla vigilia della festa di S. Antonio – rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto, anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento. Le nostre stalle – continua la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – garantiscono un intero sistema fatto di animali, prati per il foraggio, produzioni tipiche e di persone impegnate in questa attività. “E’ ora necessario – conclude Alessandro Rota – un indirizzo politico chiaro nei confronti del settore primario: vanno rafforzate le misure di sgravio del costo del lavoro per sostenere allo stesso tempo imprese e lavoratori, così da rilanciare il sistema Paese”

In Lombardia – calcola la Coldiretti sulla base dell’Anagrafe zootecnica e su dati regionali – si contano un milione e mezzo di bovini, 4 milioni e 400 mila maiali, circa 30 milioni tra polli, galline, tacchini, faraone e oche, mentre le pecore e le capre sono più di 200 mila. I cavalli, gli asini e i muli in regione superano complessivamente i 55 mila esemplari. Ci sono poi – dichiara la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza su dati dell’Anagrafe degli animali d’affezione – un milione e 700 mila cani registrati, oltre a 250 mila gatti.

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